lunedì 3 maggio 2010

Oggi come non mai trovo quiete in queste parole...
Le lascio qui come una risonanza.

"Esiste una pace profonda, sviscerata, intima, e questa pace si acquista soltanto se ci si riscuote dall’apparente pace della vita domestica e paesana; le inquietudini dell’angelo son mille volte più saporose del riposo della bestia.

Tu sei consunto, povero amico mio, da una febbre incessante, da una sete di oceani incolmabili e senza confini, da una fame di universi e da una nostalgia d’eternità. Tu soffri della ragione. E non sai quel che vuoi.
Mettiti dunque in marcia, da solo. Tutti gli altri solitari marceranno al tuo fianco, anche se non li vedrai. Ciascuno crederà di camminar solo.
Tu ignori ancora, mio buon amico, che tutti i solitari, senza conoscersi, senza guardarsi in viso, senza sapere il nome l’uno dell’altro, si prestano scambievolmente aiuto e procedono insieme. Gli altri, invece, si stringon la mano, si felicitano scambievolmente, si esaltano e si denigrano, mormorano tra loro e vanno ognuno per proprio conto. E fuggon lungi dal sepolcro.

Dovunque si guardi, non si vedono che uomini gravi, enormemente gravi, gravi fino all’imbecillità. Insegnano con gravità, predicano con gravità, mentiscono con gravità, ingannano con gravità, discutono con gravità, giocano e ridono con gravità, vengon meno con gravità alla loro parola, e persino ciò che essi chiamano leggerezza e mancanza di serietà, sono la leggerezza e la mancanza di serietà più gravi che si conoscano.

L’invidia, solamente l’invidia aveva chiuso in gabbia il tuo padrone; l’invidia travestita da carità, l’invidia degli uomini saggi che non possono sopportare l’eroica follia, l’invidia che ha innalzato il senso comune facendone un tiranno livellatore.

Non esiste infatti uno scimunito buono; lo scimunito, tanto più se ama far burle, rumina sempre l’amaro boccone dell’invidia.

Ecco che cosa possono fare siffatti giganti: spezzarci le armi, ma non il cuore.

Conosci forse l’effluvio immenso di vita che, senza essere notato da nessuno, si sprigiona da un amore eroico e tacito e si diffonde poi, travalicando gli uomini tutti, fino al confine delle ultime stelle? conosci forse la misteriosa energia che irraggia su un intero popolo e le sue future generazioni, fino alla consumazione dei secoli, una coppia nella quale abbia sede l’amore trionfante e silenzioso? Sai che vuol dire conservare il sacro fuoco della vita e persino riaccenderlo sempre più in un culto tacito e raccolto? L’amore, soltanto amando e senza far altro, compie un’opera eroica".

Miguel de Unamuno Vida de don Quijote y Sancho

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