è un luogo da condividere, in cui cerco di sorprendere quella bellezza che è così difficile cogliere nel nostro quotidiano, ma che è sempre presente in ogni sfondo e dettaglio della natura, in ogni gesto e movimento e sguardo delle persone. Basta solo attendere, ascoltare, muoversi verso...
domenica 27 settembre 2009
Attraverso le parole di altri
Penetra in te stesso, e scruta e scava.
Vi sono amori che non riescono a spezzare il vaso che li contiene e ne traboccano e si spargono dentro; e ve ne sono altri inconfessabili che il destino formidabile opprime e schiaccia nel nido in cui sono sbocciati; l’eccesso stesso di quelli li condensa e li rinserra; la tremenda fatalità di questi li sublima e li accresce.
E imprigionati là dentro, vergognandosi e nascondendosi a se stessi, ostinandosi ad annullarsi, lottando per morire poiché non possono fiorire alla luce del giorno e alla vista di tutti, divengono passione di gloria e d’immortalità e d’eroismo.
Soltanto gli amori sfortunati sono fecondi di frutti dello spirito; solo quando si sbarra all’amore il suo corso naturale e consueto, esso balza come uno zampillo verso il cielo; solo la sterilità temporale dà la fecondità eterna.
E il tuo amore fu sfortunato per colpa del suo insormontabile riserbo. Forse temevi di profanarlo confessandolo a chi l’aveva acceso in te; temevi forse di macchiarlo prima, e poi di sciuparlo e di perderlo, se lo conducevi fino al suo compimento volgare e consueto.
È grande una passione che tutto travolge e infrange leggi e calpesta precetti e scatena torrenzialmente la gonfia sua corrente; ma è ancor più grande quando, timorosa di infangarsi con il terriccio che deve trascinar seco nel suo furioso precipitare, s’ammulina in se stessa, lottando per disfarsi nella sua medesima impossibilità, ed esplode dentro e converte in pelago immenso il cuore.
… credo che ancora adesso ti avvolga in un alone una certa melanconica tristezza al pensiero che non puoi più ricevere sul petto l’abbraccio né sulle labbra mortali il bacio suo, quel bacio che morì senza mai esser nato, quell’abbraccio che svanì per sempre senza essersi avverato mai, quel ricordo di una speranza accarezzata così segretamente, in solitudine e in silenzio.
Miguel de Unamuno, Vida de Don Quijote y Sancho
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento