
In questa foto mia mamma si vede “brutta” e mi sgrida sempre quando mi vede con la macchina fotografica puntata su di lei… temendo questo risultato.
Si possono fare foto tanto per fare, e c’è chi nelle fotografie ci mette la vita, la sua vita. Allora, nelle persone, nei loro gesti e nei loro sguardi si ricerca la vita, quella che scalpita dentro e che spesso è sotterrata. E se la foto si scatta e poi con ansia si sviluppa e quasi tremando si aspetta che l’immagine emerga, è perché si è colta quella bellezza, è perché in quella bellezza uno ci crede, magari rischiando di essere frainteso, però ci crede… così… ingenuamente.
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