domenica 31 maggio 2009

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Ciampino '09

Quasi ogni cosa a un contatto si tende


Quasi ogni cosa a un contatto si tende
da ogni svolta è un mormorio: ricorda!
Un giorno a cui davanti indifferenti
passammo, s’apre l’indomani in dono.

Chi conta i nostri frutti? Dai trascorsi
anni chi ci separa?
Quale nostra esperienza originaria
fa che l’un l’altro gli esseri si riconoscano?

Che oggetti indifferenti prendano in noi calore?
Casa, prato in pendio, luce serale,
d’improvviso ti fai quasi visione
e a noi ti stringi e ti abbracci abbracciata.

Un solo spazio compenetra ogni essere:
spazio interiore del mondo. Uccelli taciti
ci attraversano. Oh, io che voglio crescere,
guardo fuori ed in me ecco cresce l’albero.

Io sono in ansia e in me sorge la casa.
Cerco riparo ed ecco in me il riparo.
L’Amato, io divenni; e su di me la bella immagine

del mondo posa e si libera in lacrime.

Rainer Maria Rilke, Poesie sparse

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